jacopo's profileAction now! Play old sty...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    December 25

    libertà che è nelle vene....libertà che mi appartiene

     
    L'ultras non ha un nome per il mondo esterno, solo gli amici lo conoscono. L'ultras non ha volto, spesso un cappuccio gli copre la testa, una sciarpa la bocca. L'ultras non si veste in modo normale, non segue le mode, boccia le novità. Quando sale su un treno, cammina su un marciapiede anche se non ha vessilli della propria squadra, lo riconosci. L'ultras attacca se attaccato, aiuta nel bisogno. L'ultras non smette di essere tale appena si toglie la sciarpetta o rientra a casa dopo una trasferta, continua a lottare 7 giorni su 7. L'ultras veterano dà l'esempio a quello giovane, e quello giovane rispetta il veterano. L'ultras giovane è fiero di stare al lato del veterano, di imparare dalle sue critiche e inorgogliosirsi dai suoi complimenti. Quando la gente guarda un ultras non lo capisce, e lui non vuole essere capito dalla gente, non dà spiegazioni sul suo modo di essere. Ogni ultras è diverso, c'è quello che veste solo materiale ultras e della sua squadra e quello che non ha neanche una maglietta del suo gruppo. C'è quello che si muove solo col gruppo e quello che fa gruppo per sè. Gli ultras sono diversi ma li unisce lo smisurato senso di appartenenza al proprio gruppo, l'amore per la maglia, la tenacia nel resistere oltre 90 minuti in piedi sotto la pioggia o al freddo, li unisce il riscaldarsi con un coro cantato a squarciagola, li unisce la sicurezza dell'amico che gli dorme accanto sul treno che ti riporta dalla trasferta, li unisce la passeggiata goliardica nella città avversaria, li unisce la gioia di partire per una trasferta e la stanchezza del ritorno, li unisce quel panino diviso in due dopo ore di digiuno, li unisce quella sigaretta offerta nello scompartimento e ridata in curva, li unisce quella litigata sull'esterno sinistro panchinaro fatta nella penombra di un treno notturno, li unisce quello sguardo, li unisce la mentalità. Le cose che ci uniscono, contemporaneamente ci dividono dal mondo esterno, ci allontanano da genitori preoccupati, da amici scandalizzati o impauriti e da parenti e conoscenti disgustati. L'ultras è l'eccezione alla regola, è l'inaspettato che ti sorprende, è la sorpresa che ti smorza il sorriso quando pensi di averla fatta franca. L'ultras è anche il braccio che ti tira sul vagone prima che si chiudono le porte. L'ultras non è violenza gratuita, è la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo da biglietti nominativi, dalle pay-tv, dall'imborghesimento delle nuove generazioni, dalla tv-spazzatura e, soprattutto, dalla repressione. L'ultras è questo e molto altro, altri sentimenti non rinchiudibili in parole, incomprensibili alla gente comune che preferisce vivere dietro un vetro piuttosto che infrangerlo e entrare nella realtà, fredda e piovosa

    CASUALISMO: movimento o moda?

    Riguardo il movimento del casualismo,chi più chi meno,conosciamo tutti in cosa consiste,dove e quando è nato.Confluito dalle strade alle curve inglesi e importato anche qui da noi,sta avendo specie negli ultimissimi anni una forte espansione e consenso nel mondo ultras,considerato come alternativa all'oramai tipizzato schema del gruppo organizzato,troppo riconoscibile e individuabile in questo calcio sempre più spiato e maniacalmente controllato e,come se non bastasse,divenuto noto per mano stessa di chi di quel gruppo è parte(vedi apparizioni in tv,cortei e tavoli di concertazione con le autorità,comunicati ufficiali,feste pubbliche ecc).Specie se nella propria logica si accetta ed anzi si esalta la violenza come segno distintivo del proprio credo ultras,lo stile casual può offrire almeno apparentemente(la battaglia contro la repressione è una lotta impari e dal finale purtroppo scontato)una discreta risposta alla pesante mano della repressione della forza pubblica,in quanto permette una più facile elusione dei controlli,uscendo dai canali obbligati in cui un gruppo organizzato è praticamente costretto a percorrere e una più facile autotutela del proprio anonimato grazie ad azioni il piu delle volte furtive,improvvise,non previste nè dall'altra tifoseria nè dalle forze dell'ordine.E soprattutto,nel piu totale silenzio.Fin qui merito a chi si se ne rende protagonista,in particolar modo a chi poi nonostante tutto cade nella rete dei provvedimenti DASPO.E null'altro.

    Ma che succede se invece un movimento come questo diventa moda,apparenza,voglia di mettersi in mostra,mera emulazione,vuota ed ossessiva cura dell'abbigliamento e di determinati marchi di fabbrica anglosassoni,interesse rivolto solo al materiale,al distinguersi dagli altri,al far parlare di sè per la propria non conformità e al mettersi in bocca tre quattro frasi inglesi??
    Non così di rado si ritrova questo secondo ordine di intendere il casualismo che fa capolino nelle curve italiane.Se essere casual significa seguire un'altra moda per il puro gusto di distinguersi dagli altri allora siamo di fronte ad un'altra piccola ed insignificante meteora,che nulla ha di diverso con chi dà un'immagine "IN" di sè in qualsiasi altro contesto sociale(il "fighetto" in discoteca,il "fattone" nei centri sociali e nei concerti "di sinistra",il "metallaro" nei concerti heavy metal,ecc.).

    Questa è solo un'offesa a chi faceva e fa tuttora di questo stile UN MEZZO E NON UNA FORMA.

    A mio modo di vedere,del casualismo si dovrebbe parlare,ma non a causa delle sue devianze;del casualismo si dovrebbe parlare perchè c'è ma non si vede,è attivo,più che mai attivo nelle intenzioni e nelle azioni di un gruppo di ragazzi,ma nessuno riesce ad individuarlo proprio perchè tale.Dovrbbe far impazzire chi si guarda attorno,a volte suscitare invidia,perchè no,dovrebbe essere preso ad esempio come modello nel mettere in atto degli scontri.Invece ci si ritrova di fronte al fenomeno opposto:anche nelle piazze più grandi,dove è più facile mantenere margini di libertà d'azione e anonimato,compaiono pezze,bandiere a quadri,gente ben in vista e vestita in un certo modo,che sembra specchiarsi nella propria originalità,che tutto è meno che seguace del movimento casual.Più si sa di loro,più sono riconoscibili,meno sono casual,meno hanno stampato in testa un diverso modo di credere e vivere ultras...

    December 07

    in piedi camerati

    IN PIEDI CAMERATI !!!


    La pazienza è la prima delle vittorie, soprattutto la vittoria su se stessi, sui propri nervi, sulla propria suscettibilità. In questi momenti, camerati, molti di noi si sentono smarriti o in balia di eventi che questo tempo ci propina in abbondanza, eventi dettati da un’antipolitica, da un mutamento continuo del fallimentare quadro partitocratico che partorisce ogni momento nuove, si fa per dire, entità partitiche, tese a distogliere o addirittura, in alcuni casi, rompere un equilibrio all’interno della nostra stessa comunità. Da sempre ribadisco che noi rappresentiamo qualcosa che va al di là del mero politichese perché la nostra storia, la nostra via è radice forte del passato e verde germoglio del futuro; la nostra lotta, il nostro cameratismo sono l’edificare ogni atto del giorno nell’ordine e nell’equilibrio, come grosse pietre che sostengono il nostro valore, la nostra Idea. Noi siamo portatori ed eredi di un’Idea che mai, dico mai, ci verrà sottratta da qualsivoglia partito, partitino, burocrati e burattini della politica e, ancor meglio, servitori di un potere sempre più infame, subdolo e meschino. Noi siamo i Miliziani di un Movimento che è alle radici del nostro popolo, della nostra Terra, della nostra civiltà; siamo ciò che di più sano sia rimasto in questa ormai decadente e morente società ed è già questa la nostra più grande vittoria.
    Non amiamo frequentare salotti, salottini, incontri conviviali per parlare di politica, mendicando come altri fanno, piaceri o scambi di favori politici o per acquisire posti all’interno del potere. Tutto ciò che noi conquistiamo lo conquistiamo metro per metro a contatto con la gente, con il nostro popolo, senza mai scendere a compromessi con nessuno, in difesa dei valori più alti della nostra Patria.
    E se oggi qualcuno comincia a vaneggiare, vedendo all’orizzonte accoppiamenti con qualsivoglia partito o partitino, ebbene si riposi poiché ciò è sinonimo di stanchezza mentale e perdita di lucidità, lucidità che serve nei momenti di fermezza e continuità politica.
    Ci si stacchi dal computer e si vada di più tra la gente, si scrivessero meno stupidaggini su internet e si scendesse di più in piazza in difesa della Nostra Terra contro la criminale invasione da parte dei clandestini, si facessero meno sterili conferenze e si lottasse di più a fianco dei diseredati, delle persone che non hanno un lavoro, una casa, o a chi, comunque, tutti i giorni viene usurato dalle banche di questo marcio potere. Cari camerati, attenti a non infilarsi le pantofole, pensando che tutto vada per il meglio e che facendo calcoli di strana alchimia politica si possa raggiungere chissà quali traguardi. Rimaniamo saldi sulla realtà e, invece delle pantofole, infiliamo scarpe pesanti che segnino ogni nostro passo, lottando e conquistando per nostro merito, perché oggi tutto ci è a favore, se sappiamo lottare.
    Andiamo avanti a testa alta come sempre, fregandocene di ciò che accade intorno a noi; perché la nostra onestà, il nostro coraggio, la nostra fedeltà, daranno i loro frutti. Veniamo da lontano e costruiremo un grande futuro. Non dobbiamo mai dimenticare chi definì il male assoluto la vita ed il sacrificio dei nostri padri. Chi diceva questo, oggi si è diviso per mera sete di potere, noi ancora siamo un unico corpo, un’unica anima, noi siamo la Fiamma Tricolore, noi siamo il Movimento e la vera speranza per molti italiani. Avanti camerati, avanti verso quella lotta simbolo di una purezza ideale che oggi solo noi possiamo onorare. Ai mercanti della politica rispondiamo con uno dei più significativi motti della storia di chi ci ha preceduto: “Anche se tutti……Noi No!!”