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    March 21

    unico gesto:SALUTO ROMANO

    Finito il governo Prodi (più che una legislatura un coitus interruptus), il gregge democratico già fibrilla, finita l'epoca dei micropartitini due giganti gassose vorrebbero dominare il futuro del paese...i loro simboli sono di fatto un programma. Da un lato abbiamo una scritta sopra un tricolore, un esplosione di valori significanti, una stricia tricolore, il nome del partito e via! Come andare al cesso! Dall'altro lato, siccome i colori nazionali sarebbero imbarazzanti si preferisce la bandiera Europea, essa stessa iconograficamente potente (sfondo azzurro e una spruzzatina di stelline stile Hello Kitty), e un rametto d'olivo in onore a Prodi. In attesa della sintesi finale, un cerchio azzuro da un lato e un cerchio rosa checca dall'altro, per le prossime elezioni del 13 aprile consiglio l'unico gesto sano e virtuoso in grado di riconsegnare al paese e al popolo italiano la speranza e la forza che gli spettano: Saluto Romano!

    March 12

    CINGHIAMATTANZA

    PREMESSA: ORIGINI STORICHE.

    Nata secondo certe leggende metropolitane nei sobborghi della Tortuga, allorquando vedeva come protagonisti pirati e tagliagole della peggior risma prendersi a cinghiate per una bottiglia di rhum, la cinghiamattanza si sarebbe imposta rapidamente nei sette mari grazie all'opera di diffusione effettuata dalle ciurme che ne solcavano le superfici inquiete tessendone le lodi e cantando "lotta epica a passo di danza: questa è cinghiamattanza!"

    Oggi migliaia di esponenti della meglio gioventù d'Europa si passano il testimone di una grande arte marziale colpevolmente lasciata a marcire nel dimenticatoio. Daje!



    COSA NON E' CINGHIAMATTANZA:

    cinghiamattanza non è frustrazione, non è sfogo insensato,
    non è voglia di fare del male in maniera gratuita.
    cinghiamattanza non è odio cieco, eccesso sadico, escamotage per satenare masochismo represso.
    cinghiamattanza non è una valvola di sfogo per la tua debolezza...



    COSA E' CINGHIAMATTANZA:

    cinghiamattanza è una danza macabra che si fa tra camerati.
    è espressione plastica di stile, forza e portamento.
    cinghiamattanza è onore, è lotta di strada ma sottesa da un'etica,
    caciara costruttiva, sudore e volontà.
    cinghiamattanza in ultima istanza (aguzza la vista) è un atto d'amore...


    * * *

    DECALOGO DEL CINGHIAMATTANTE.


    1)   evitare scenari di gioco di ampiezza eccessiva, troppa dispersione = poche cintate; prediligere ambienti ristretti dove pijàsse a cinghiate con stile e eleganza d'altri tempi
    2)   la cinta va usata senza fibbia: questa danza macabra si fa tra camerati, e con la diligenza del buon padre di famiglia
    3)   niente oggetti contundenti al di fuori della cinta, contatto fisico diretto ridotto al minimo necessario
    4)   si può cintare dalla testa in giù. faccia e collo compresi...
    5)   la danza va eseguita preferibilmente a dorso nudo, ma non è strettamente necessario
    6)   codice cavalleresco vuole che il duello sia preceduto da regolare provocazione/sfida: è caldeggiato il ricorso alla vecchia cara logica dei "compari", ma è vietato imbottire col ferro il guanto (siate corretti perdio...)
    7)   pur apprezzando la logica del duello, la direzione preferisce tuttavia scontri epici (scontri tra gruppi di persone: in tal caso la dichiarazione di guerra va presentata da uno o più delegati di una squadra al rappresentante dell'altra; all'ambasciatore va riconosciuto un salvacondotto per tornare sano e salvo a casa, vale a dire: niente cintate preventive al delegato nella logica del "portarsi avanti col lavoro"...)
    8 )   i filmati dovrebbero riportare la data o quantomeno la città di provenienza. esempio pratico "for dummies": "cinghiamattanza-COMO 07"
    9)   il duello segue le regole dell'onore, del coraggio e del rispetto
    10)   ultimo ma non per importanza, goliardia a manetta: se nun fa male nun fa ride, quindi non è cinghiamattanza...


    MEMENTO:

    solo la casta guerriera pratica cinghiamattanza...


    March 06

    GRANDE ROMA

    LA STORIA
    IN UNA NOTTE



    È stanotte che s’è compiuta la storia della Roma. Stanotte, non un giorno prima: una partita secca così importante non l’avevamo mai vinta. Coi tifosi della Roma che sono rimasti lì nei loggioni paradiso a cantare per riempire di senso e con l’anima uno stadio vuoto. Come un’eco dell’urlo di Tardelli, Vassaras è Coelho, stanotte è il 1982, dentro lo stesso stadio dove un’Italia molto più umana diventava ancora unita campione del mondo oggi la Roma bussa alla stessa porta. Del paradiso. Aperta. Volando con le braccia aperte di un Cristo che ha le sembianze di Vucinic, mentre Bruno Conti ricade allo stesso modo: in ginocchio. Perché prega. Perché ringrazia. Dio, se c’è, e stanotte c’è stato. Siamo stati neri perché loro erano tutti bianchi, siamo stati romanisti perché giocavamo contro tutti quanti, siamo stati noi perché non abbiamo avuto paura di loro. Dall’inizio giocando il calcio che recita che lo 0-0 è perfetto. Era perfetto. Poi è stato qualcosa di meglio: è possibile? È possibile vincere a Madrid, lì dove nessuno quasi aveva mai vinto prima? È possibile due volte? Sì, è possibile stanotte.
        Ci siamo entrati, al Bernabeu e nella storia, passando sotto le forche caudine di 85.000 fantomatici caudilli, ed è stato come attraversare le cascate del Niagara uscendone asciutti. Intatti. Inviolati. Era perfetto. Era già da chiedere il risarcimento per chi ha pagato il canone e non aveva visto la squadra di pallone della Capitale d’Italia andare a dominare lì dove -dicono - poi non cresce l’erba. Abbiamo violato l’inviolabile, sporcato i bianchi come quel risultato comunque perfetta. Siamo stati gli all blacks del pallone. Era ancora 0-0, ed era ancora un urlo trattenuto. Era sempre perfetto. E infatti quando è cambiato il risultato, un attimo dopo sembrava addirittura più brutto. È vero quello che diceva Juanito: "Al Bernabeu 90’ sono molto lunghi", ma poi basta un attimo perché quell’attimo cancelli tutto. Un colpo di testa, un altro. Abbiamo preso due traverse come cacciatori di Aquilani. Abbiamo giocato contro i Pink Floyd del calcio scoprendo che si può camminare sulla luna. È stato un altro sbarco nella storia. Il nostro. Più di una semifinale col Dundee che manco in Scozia lo conoscevano, più di un quarto alla Dinamo Berlino, anche perché prima e dopo non c’è stato niente, prima e dopo c’è stato un 30 maggio con cui ogni romanista dentro al cuore ha a che fare per poter un giorno finalmente dimenticare, o crescere. O magari, come stanotte, volare.