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3月21日 Finito il governo Prodi (più che una legislatura un coitus interruptus), il gregge democratico già fibrilla, finita l'epoca dei micropartitini due giganti gassose vorrebbero dominare il futuro del paese...i loro simboli sono di fatto un programma. Da un lato abbiamo una scritta sopra un tricolore, un esplosione di valori significanti, una stricia tricolore, il nome del partito e via! Come andare al cesso! Dall'altro lato, siccome i colori nazionali sarebbero imbarazzanti si preferisce la bandiera Europea, essa stessa iconograficamente potente (sfondo azzurro e una spruzzatina di stelline stile Hello Kitty), e un rametto d'olivo in onore a Prodi. In attesa della sintesi finale, un cerchio azzuro da un lato e un cerchio rosa checca dall'altro, per le prossime elezioni del 13 aprile consiglio l'unico gesto sano e virtuoso in grado di riconsegnare al paese e al popolo italiano la speranza e la forza che gli spettano: Saluto Romano! 3月12日
PREMESSA: ORIGINI STORICHE.
Nata secondo certe leggende metropolitane nei sobborghi della Tortuga, allorquando vedeva come protagonisti pirati e tagliagole della peggior risma prendersi a cinghiate per una bottiglia di rhum, la cinghiamattanza si sarebbe imposta rapidamente nei sette mari grazie all'opera di diffusione effettuata dalle ciurme che ne solcavano le superfici inquiete tessendone le lodi e cantando "lotta epica a passo di danza: questa è cinghiamattanza!"
Oggi migliaia di esponenti della meglio gioventù d'Europa si passano il testimone di una grande arte marziale colpevolmente lasciata a marcire nel dimenticatoio. Daje!
COSA NON E' CINGHIAMATTANZA:
cinghiamattanza non è frustrazione, non è sfogo insensato, non è voglia di fare del male in maniera gratuita. cinghiamattanza non è odio cieco, eccesso sadico, escamotage per satenare masochismo represso. cinghiamattanza non è una valvola di sfogo per la tua debolezza...
COSA E' CINGHIAMATTANZA:
cinghiamattanza è una danza macabra che si fa tra camerati. è espressione plastica di stile, forza e portamento. cinghiamattanza è onore, è lotta di strada ma sottesa da un'etica, caciara costruttiva, sudore e volontà. cinghiamattanza in ultima istanza (aguzza la vista) è un atto d'amore...
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DECALOGO DEL CINGHIAMATTANTE.
1) evitare scenari di gioco di ampiezza eccessiva, troppa dispersione = poche cintate; prediligere ambienti ristretti dove pijàsse a cinghiate con stile e eleganza d'altri tempi 2) la cinta va usata senza fibbia: questa danza macabra si fa tra camerati, e con la diligenza del buon padre di famiglia 3) niente oggetti contundenti al di fuori della cinta, contatto fisico diretto ridotto al minimo necessario 4) si può cintare dalla testa in giù. faccia e collo compresi... 5) la danza va eseguita preferibilmente a dorso nudo, ma non è strettamente necessario 6) codice cavalleresco vuole che il duello sia preceduto da regolare provocazione/sfida: è caldeggiato il ricorso alla vecchia cara logica dei "compari", ma è vietato imbottire col ferro il guanto (siate corretti perdio...) 7) pur apprezzando la logica del duello, la direzione preferisce tuttavia scontri epici (scontri tra gruppi di persone: in tal caso la dichiarazione di guerra va presentata da uno o più delegati di una squadra al rappresentante dell'altra; all'ambasciatore va riconosciuto un salvacondotto per tornare sano e salvo a casa, vale a dire: niente cintate preventive al delegato nella logica del "portarsi avanti col lavoro"...) 8 ) i filmati dovrebbero riportare la data o quantomeno la città di provenienza. esempio pratico "for dummies": "cinghiamattanza-COMO 07" 9) il duello segue le regole dell'onore, del coraggio e del rispetto 10) ultimo ma non per importanza, goliardia a manetta: se nun fa male nun fa ride, quindi non è cinghiamattanza...
MEMENTO:
solo la casta guerriera pratica cinghiamattanza...
3月6日
LA STORIA IN UNA NOTTE
È stanotte che s’è compiuta la storia della Roma. Stanotte, non un giorno prima: una partita secca così importante non l’avevamo mai vinta. Coi tifosi della Roma che sono rimasti lì nei loggioni paradiso a cantare per riempire di senso e con l’anima uno stadio vuoto. Come un’eco dell’urlo di Tardelli, Vassaras è Coelho, stanotte è il 1982, dentro lo stesso stadio dove un’Italia molto più umana diventava ancora unita campione del mondo oggi la Roma bussa alla stessa porta. Del paradiso. Aperta. Volando con le braccia aperte di un Cristo che ha le sembianze di Vucinic, mentre Bruno Conti ricade allo stesso modo: in ginocchio. Perché prega. Perché ringrazia. Dio, se c’è, e stanotte c’è stato. Siamo stati neri perché loro erano tutti bianchi, siamo stati romanisti perché giocavamo contro tutti quanti, siamo stati noi perché non abbiamo avuto paura di loro. Dall’inizio giocando il calcio che recita che lo 0-0 è perfetto. Era perfetto. Poi è stato qualcosa di meglio: è possibile? È possibile vincere a Madrid, lì dove nessuno quasi aveva mai vinto prima? È possibile due volte? Sì, è possibile stanotte. Ci siamo entrati, al Bernabeu e nella storia, passando sotto le forche caudine di 85.000 fantomatici caudilli, ed è stato come attraversare le cascate del Niagara uscendone asciutti. Intatti. Inviolati. Era perfetto. Era già da chiedere il risarcimento per chi ha pagato il canone e non aveva visto la squadra di pallone della Capitale d’Italia andare a dominare lì dove -dicono - poi non cresce l’erba. Abbiamo violato l’inviolabile, sporcato i bianchi come quel risultato comunque perfetta. Siamo stati gli all blacks del pallone. Era ancora 0-0, ed era ancora un urlo trattenuto. Era sempre perfetto. E infatti quando è cambiato il risultato, un attimo dopo sembrava addirittura più brutto. È vero quello che diceva Juanito: "Al Bernabeu 90’ sono molto lunghi", ma poi basta un attimo perché quell’attimo cancelli tutto. Un colpo di testa, un altro. Abbiamo preso due traverse come cacciatori di Aquilani. Abbiamo giocato contro i Pink Floyd del calcio scoprendo che si può camminare sulla luna. È stato un altro sbarco nella storia. Il nostro. Più di una semifinale col Dundee che manco in Scozia lo conoscevano, più di un quarto alla Dinamo Berlino, anche perché prima e dopo non c’è stato niente, prima e dopo c’è stato un 30 maggio con cui ogni romanista dentro al cuore ha a che fare per poter un giorno finalmente dimenticare, o crescere. O magari, come stanotte, volare.12月25日
L'ultras non ha un nome per il mondo esterno, solo gli amici lo conoscono. L'ultras non ha volto, spesso un cappuccio gli copre la testa, una sciarpa la bocca. L'ultras non si veste in modo normale, non segue le mode, boccia le novità. Quando sale su un treno, cammina su un marciapiede anche se non ha vessilli della propria squadra, lo riconosci. L'ultras attacca se attaccato, aiuta nel bisogno. L'ultras non smette di essere tale appena si toglie la sciarpetta o rientra a casa dopo una trasferta, continua a lottare 7 giorni su 7. L'ultras veterano dà l'esempio a quello giovane, e quello giovane rispetta il veterano. L'ultras giovane è fiero di stare al lato del veterano, di imparare dalle sue critiche e inorgogliosirsi dai suoi complimenti. Quando la gente guarda un ultras non lo capisce, e lui non vuole essere capito dalla gente, non dà spiegazioni sul suo modo di essere. Ogni ultras è diverso, c'è quello che veste solo materiale ultras e della sua squadra e quello che non ha neanche una maglietta del suo gruppo. C'è quello che si muove solo col gruppo e quello che fa gruppo per sè. Gli ultras sono diversi ma li unisce lo smisurato senso di appartenenza al proprio gruppo, l'amore per la maglia, la tenacia nel resistere oltre 90 minuti in piedi sotto la pioggia o al freddo, li unisce il riscaldarsi con un coro cantato a squarciagola, li unisce la sicurezza dell'amico che gli dorme accanto sul treno che ti riporta dalla trasferta, li unisce la passeggiata goliardica nella città avversaria, li unisce la gioia di partire per una trasferta e la stanchezza del ritorno, li unisce quel panino diviso in due dopo ore di digiuno, li unisce quella sigaretta offerta nello scompartimento e ridata in curva, li unisce quella litigata sull'esterno sinistro panchinaro fatta nella penombra di un treno notturno, li unisce quello sguardo, li unisce la mentalità. Le cose che ci uniscono, contemporaneamente ci dividono dal mondo esterno, ci allontanano da genitori preoccupati, da amici scandalizzati o impauriti e da parenti e conoscenti disgustati. L'ultras è l'eccezione alla regola, è l'inaspettato che ti sorprende, è la sorpresa che ti smorza il sorriso quando pensi di averla fatta franca. L'ultras è anche il braccio che ti tira sul vagone prima che si chiudono le porte. L'ultras non è violenza gratuita, è la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo da biglietti nominativi, dalle pay-tv, dall'imborghesimento delle nuove generazioni, dalla tv-spazzatura e, soprattutto, dalla repressione. L'ultras è questo e molto altro, altri sentimenti non rinchiudibili in parole, incomprensibili alla gente comune che preferisce vivere dietro un vetro piuttosto che infrangerlo e entrare nella realtà, fredda e piovosa
Riguardo il movimento del casualismo,chi più chi meno,conosciamo tutti in cosa consiste,dove e quando è nato.Confluito dalle strade alle curve inglesi e importato anche qui da noi,sta avendo specie negli ultimissimi anni una forte espansione e consenso nel mondo ultras,considerato come alternativa all'oramai tipizzato schema del gruppo organizzato,troppo riconoscibile e individuabile in questo calcio sempre più spiato e maniacalmente controllato e,come se non bastasse,divenuto noto per mano stessa di chi di quel gruppo è parte(vedi apparizioni in tv,cortei e tavoli di concertazione con le autorità,comunicati ufficiali,feste pubbliche ecc).Specie se nella propria logica si accetta ed anzi si esalta la violenza come segno distintivo del proprio credo ultras,lo stile casual può offrire almeno apparentemente(la battaglia contro la repressione è una lotta impari e dal finale purtroppo scontato)una discreta risposta alla pesante mano della repressione della forza pubblica,in quanto permette una più facile elusione dei controlli,uscendo dai canali obbligati in cui un gruppo organizzato è praticamente costretto a percorrere e una più facile autotutela del proprio anonimato grazie ad azioni il piu delle volte furtive,improvvise,non previste nè dall'altra tifoseria nè dalle forze dell'ordine.E soprattutto,nel piu totale silenzio.Fin qui merito a chi si se ne rende protagonista,in particolar modo a chi poi nonostante tutto cade nella rete dei provvedimenti DASPO.E null'altro.
Ma che succede se invece un movimento come questo diventa moda,apparenza,voglia di mettersi in mostra,mera emulazione,vuota ed ossessiva cura dell'abbigliamento e di determinati marchi di fabbrica anglosassoni,interesse rivolto solo al materiale,al distinguersi dagli altri,al far parlare di sè per la propria non conformità e al mettersi in bocca tre quattro frasi inglesi?? Non così di rado si ritrova questo secondo ordine di intendere il casualismo che fa capolino nelle curve italiane.Se essere casual significa seguire un'altra moda per il puro gusto di distinguersi dagli altri allora siamo di fronte ad un'altra piccola ed insignificante meteora,che nulla ha di diverso con chi dà un'immagine "IN" di sè in qualsiasi altro contesto sociale(il "fighetto" in discoteca,il "fattone" nei centri sociali e nei concerti "di sinistra",il "metallaro" nei concerti heavy metal,ecc.).
Questa è solo un'offesa a chi faceva e fa tuttora di questo stile UN MEZZO E NON UNA FORMA.
A mio modo di vedere,del casualismo si dovrebbe parlare,ma non a causa delle sue devianze;del casualismo si dovrebbe parlare perchè c'è ma non si vede,è attivo,più che mai attivo nelle intenzioni e nelle azioni di un gruppo di ragazzi,ma nessuno riesce ad individuarlo proprio perchè tale.Dovrbbe far impazzire chi si guarda attorno,a volte suscitare invidia,perchè no,dovrebbe essere preso ad esempio come modello nel mettere in atto degli scontri.Invece ci si ritrova di fronte al fenomeno opposto:anche nelle piazze più grandi,dove è più facile mantenere margini di libertà d'azione e anonimato,compaiono pezze,bandiere a quadri,gente ben in vista e vestita in un certo modo,che sembra specchiarsi nella propria originalità,che tutto è meno che seguace del movimento casual.Più si sa di loro,più sono riconoscibili,meno sono casual,meno hanno stampato in testa un diverso modo di credere e vivere ultras... 12月7日 IN PIEDI CAMERATI !!!
La pazienza è la prima delle vittorie, soprattutto la vittoria su se stessi, sui propri nervi, sulla propria suscettibilità. In questi momenti, camerati, molti di noi si sentono smarriti o in balia di eventi che questo tempo ci propina in abbondanza, eventi dettati da un’antipolitica, da un mutamento continuo del fallimentare quadro partitocratico che partorisce ogni momento nuove, si fa per dire, entità partitiche, tese a distogliere o addirittura, in alcuni casi, rompere un equilibrio all’interno della nostra stessa comunità. Da sempre ribadisco che noi rappresentiamo qualcosa che va al di là del mero politichese perché la nostra storia, la nostra via è radice forte del passato e verde germoglio del futuro; la nostra lotta, il nostro cameratismo sono l’edificare ogni atto del giorno nell’ordine e nell’equilibrio, come grosse pietre che sostengono il nostro valore, la nostra Idea. Noi siamo portatori ed eredi di un’Idea che mai, dico mai, ci verrà sottratta da qualsivoglia partito, partitino, burocrati e burattini della politica e, ancor meglio, servitori di un potere sempre più infame, subdolo e meschino. Noi siamo i Miliziani di un Movimento che è alle radici del nostro popolo, della nostra Terra, della nostra civiltà; siamo ciò che di più sano sia rimasto in questa ormai decadente e morente società ed è già questa la nostra più grande vittoria. Non amiamo frequentare salotti, salottini, incontri conviviali per parlare di politica, mendicando come altri fanno, piaceri o scambi di favori politici o per acquisire posti all’interno del potere. Tutto ciò che noi conquistiamo lo conquistiamo metro per metro a contatto con la gente, con il nostro popolo, senza mai scendere a compromessi con nessuno, in difesa dei valori più alti della nostra Patria. E se oggi qualcuno comincia a vaneggiare, vedendo all’orizzonte accoppiamenti con qualsivoglia partito o partitino, ebbene si riposi poiché ciò è sinonimo di stanchezza mentale e perdita di lucidità, lucidità che serve nei momenti di fermezza e continuità politica. Ci si stacchi dal computer e si vada di più tra la gente, si scrivessero meno stupidaggini su internet e si scendesse di più in piazza in difesa della Nostra Terra contro la criminale invasione da parte dei clandestini, si facessero meno sterili conferenze e si lottasse di più a fianco dei diseredati, delle persone che non hanno un lavoro, una casa, o a chi, comunque, tutti i giorni viene usurato dalle banche di questo marcio potere. Cari camerati, attenti a non infilarsi le pantofole, pensando che tutto vada per il meglio e che facendo calcoli di strana alchimia politica si possa raggiungere chissà quali traguardi. Rimaniamo saldi sulla realtà e, invece delle pantofole, infiliamo scarpe pesanti che segnino ogni nostro passo, lottando e conquistando per nostro merito, perché oggi tutto ci è a favore, se sappiamo lottare. Andiamo avanti a testa alta come sempre, fregandocene di ciò che accade intorno a noi; perché la nostra onestà, il nostro coraggio, la nostra fedeltà, daranno i loro frutti. Veniamo da lontano e costruiremo un grande futuro. Non dobbiamo mai dimenticare chi definì il male assoluto la vita ed il sacrificio dei nostri padri. Chi diceva questo, oggi si è diviso per mera sete di potere, noi ancora siamo un unico corpo, un’unica anima, noi siamo la Fiamma Tricolore, noi siamo il Movimento e la vera speranza per molti italiani. Avanti camerati, avanti verso quella lotta simbolo di una purezza ideale che oggi solo noi possiamo onorare. Ai mercanti della politica rispondiamo con uno dei più significativi motti della storia di chi ci ha preceduto: “Anche se tutti……Noi No!!”
11月11日 ...contro di voi nessuna resa....
Altra dimostrazione di vigliaccheria e abuso di potere da parte della nostra bene amata POLIZIA ITALIANA.....
E' morto questa mattina,dopo uno scontro tra tifosi, un ultras laziale,colpito da un proiettile,.....guarda caso sparato dagli agenti dell'ordine pubblico.....
La vittima è un tifoso laziale, Gabriele Sandri di 28 anni, noto dj del litorale romano, che stava andando in auto a Milano per la partita contro l'Inter insieme ad altri tre tifosi laziali. Secondo quanto emerso la vittima sarebbe stata raggiunta accidentalmente al collo da uno dei colpi di pistola sparati in aria da un agente di polizia. Tutto è avvenuto nell'area di servizio di Badia al Pino, dove si sarebbero scontrati tifosi della Lazio e della Juventus.
Non so se per sbaglio o no,ma ciò che emerge da questa vicenda è che questa mattina ,si è consumato un'altro atto a mio avviso di abuso di potere o quantomeno di vigliaccheria da parte della polizia italiana,che non è in grado di mantenere l'ordine pubblico e deve sempre ricorrere al fuoco........
Talvolta provocando anche dei morti.
Adesso cosa diranno le menti benpensanti del nostro paese?Come giustificheranno questa ennesima manifestazione di prepotenza?
Sicuramente se la prenderanno con il solito prototipo del tifoso violento,troveranno una scusa, magari si inventeranno di aver risposto al fuoco.......
Non lo so, ma a questo punto neanche mi interessa.....ciò che rimane impresso nella mente è per me l'ennesimo atto di abuso di potere da parte dell'ordine pubblico.......
ORDINE O DISORDINE???!!!
esprimete anche voi il vostro pensiero su quanto accaduto questa mattina ,o più in generale sui metodi della polizia per mantenere l'ordine pubblico....
11月5日 ADDIO BARONE NOSTRO
E' morto all'eta di 85 anni Nils Liedholm, l'allenatore della Roma 82/83, la stagione del secondo scudetto della nostra storia. Il cordoglio della Roma dal sito AsRoma.it: "Il Presidente Franco Sensi, l'Amministratore Delegato Rosella Sensi, i dirigenti, lo staff tecnico, i calciatori e l'A.S. Roma tutta, si stringono ai familiari per la scomparsa di Nils Liedholm. Se ne va con lui un pezzo fondamentale della storia giallorossa"
ECCO IL RICORDO DI EX GIOCATORI E NON........
* Dopo il Presidente e il Capitano è scomparso anche l'Allenatore del penultimo scudetto. L'ho incontrato e conosciuto e ho potuto apprezzare una persona di grande ironia ed umanità. Una perdita grandissima per il calcio e per la Roma. (Francesco Totti) * Lavorare con il Barone era un paradiso. Lascia tra noi romanisti un grandissimo vuoto. (Giorgio Rossi) * A Nils Liedholm devo tanto, mi ha cresciuto da bambino. E' morto un altro papà per me. (Aldo Maldera) * Spero soltanto che il Barone sia morto in pace. Non era un grande comunicatore, a lui bastava uno sguardo per farti capire una cosa. Proteggeva sempre i suoi giocatori, con lui migliorava anche uno scarso. (Francesco Graziani) * Io avevo un grande rapporto con Liedholm: molto dicono che fossi il suo preferito. Era vero. Non so dire il perché, magari gli andavo a genio per il carattere. (Roberto Pruzzo) * E' un momento di grande tristezza e non solo per chi, come me, ha avuto la fortuna di lavorare con un uomo come Liedholm. Anche se era una notizia che purtroppo ci aspettavamo, oggi è una giornata triste per tutti. (Sebino Nela) * Sono molto legato a lui, per me era un gran maestro. Era una persona simpatica, ironica e sapeva sdrammatizzare in tutte le situazioni. Sono tanti gli episodi che mi legano a lui, non ce n'è uno in particolare. Cosa mi disse quando sbagliai un passaggio al mio esordio? Niente in particolare, capì il mio momento, lui non era un tipo che parlava molto con i giocatori. (Giuseppe Giannini) * Gente come lui non dovrebbe sparire mai. È stato un padre per me, era uno che sapeva voler bene al naturale, con altruismo quante cose mi ha insegnato... Quando andai via da Roma gli regalai la mia maglietta numero 5 con questa dedica 'la do a lei perchè è stato lei a darla a me facendomi diventare quello che sono. So dal figlio Carlo che l'ha conservata come un oracolo, come una delle cose più belle della sua storia. Insomma, gli devo molto. (Paulo Roberto Falcao) * Non è retorica, ma per la famiglia Viola l'incontro con Nils ha significato una crescita decisiva: abbiamo veramente avuto la fortuna di incontrarlo. Tutti quelli che lo hanno conosciuto sono cresciuti con lui, la sua capacità di sdrammatizzare, di pensare ad un calcio più bello e credibile restano immagini forti. I ricordi sono tanti, ma quello che mi è più caro è il profondo rispetto che tutti avevano per lui. (Riccardo Viola) * Per me è stato un grande maestro e non potevo trovare miglior persona per cominciare la carriera da calciatore. Lo ricordo con affetto e ironia, come del resto è stata tutta la sua vita, se in questo calcio ci fossero tanti Liedholm, sarebbe un calcio migliore. (Carlo Ancelotti)
GRAZIE BARONE NOI NON TI DIMENTICHEREMO
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46.000 ungheresi rimasero uccisi negli scontri, 228 furono condannati al plotone d'esecuzione, 75.000 vennero deportati in russia,8.000 dei quali nn tornarono più.
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23 ottobre 1956. A Budapest migliaia di manifestanti scendono in strada in segno di solidarietà con l’immensa protesta di operai e studenti Polacchi repressa col sangue un mese prima. Viene abbattuta la statua gigante di Stalin nel parco municipale.
Il numero uno del Partito Comunista, parla alla radio: insulta gli studenti e gli operai e respinge le loro richieste. Poi ordina alla polizia politica di sparare sulla folla ammassata davanti al palazzo della radio: muoiono in 12. I manifestanti si impadroniscono delle armi di decine di poliziotti che non oppongono resistenza. Nella notte i blindati della 92ma divisione dell'Armata Rossa entrano a Budapest. Il 25 ottobre, inizia la rivolta in altre dieci città, cinque radio clandestine trasmettono nel paese, vengono distribuiti giornali clandestini e sono costituiti alcuni consigli di fabbrica.
31 ottobre. I blindati si ritirano dalla capitale. Mosca invia finti negoziatori che, per guadagnare tempo, assicurano che l'Armata Rossa sta lasciando il paese. Invece dopo quattro giorni i carri armati sovietici entrano a Budapest, la gente si difende con armi leggere e bottiglie molotov. I combattimenti continuano fino al 9 dicembre. Il 12 dicembre, quando viene istituita la legge marziale, i lavoratori proclamano uno sciopero generale, che durerà fino al 13 gennaio, quando viene decisa la pena di morte contro tutti gli scioperanti.
Il 20 marzo, il primo ministro si reca a Mosca a rendere omaggio all’intervento sovietico. Il 27 aprile firmerà gli accordi di "stazionamento temporaneo" delle truppe sovietiche in Ungheria. vi resteranno ancora trentadue anni. |
Ragazzi di Budapest-Fdg Trieste.......
Avanti ragazzi di Buda avanti ragazzi di Pest studenti, braccianti, operai, il sole non sorge più ad Est.
Abbiamo vegliato una notte la notte dei cento e più mesi sognando quei giorni d’ottobre, quest’alba dei giovan’ungheresi.
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Ricordo che avevi un moschetto su portalo in piazza, ti aspetto, nascosta tra i libri di scuola anch’io porterò una pistola.
Sei giorni e sei notti di gloria durò questa nostra vittoria ma al settimo sono arrivati i russi con i carri armati
I carri ci schiaccian le ossa, nessuno ci viene in aiuto il mondo è rimasto a guardare sull’orlo della fossa seduto.
Ragazza non dirlo a mia madre non dirle che muoio stasera ma dille che sto su in montagna e che tornerò a primavera
Compagni noi siam condannati, sconfitta è la rivoluzione fra poco saremo bendati e messi davanti al plotone
Compagno il plotone già avanza, già cadono il primo e il secondo finita è la nostra vacanza, sepolto l'onore del mondo
Compagno riponi il fucile torneranno a cantare le fonti quel giorno serrate le file e noi torneremo dai monti
Avanti ragazzi di Buda, avanti ragazzi di Pest studenti, braccianti e operai, il sole non sorge più all'Est. |
80 ANNI DI A.S. ROMA
Intanto c’è qualcheduno,senza fare nomi, che vò andà a giocà altrove pe prenne più milioni.
Era il 7 Giugno 1927, quanno quarcheduno quel nome te dette. Sei nata dall’ unione de tre squadre, ed ora de tutte sei la madre.
Hai cominciato a fatte largo, a fatte vedè, ed ora più de un milione de persone se so innamorate de te. Li primi anni li hai passati in guera, ma nonostante tutto pe molti eri ‘na gioia vera.
Nel 1942, la tua prima granne vittoria, la più forte d’ Italia, hai cominciato a fatte ‘na storia. Poi la guera è finita, ma non l’ amore pe te, quello dura tutta la vita.
Dopo un po di alternanze tra gioia e dolore, nell’ ’83 ecco er secondo tricolore. ‘Na giornata d’ anticipo, lontano da casa, anche se nn sembrava, perché quer giorno de giallo-rosso Genova era invasa.
So passati ‘nantri 18 anni pe vedè ‘nantro tricolore, ma questo non importa pe chi pe te prova amore. E’ stato il più bello, il più soddisfacente, perché je l’ avemo levato ai laziali, a quella gente che ce dicheno ce sia parente.
Dopo lo scudetto non avemo vinto quasi niente, ma je volemo bene lo stesso al nostro Presidente. Quest’ anno tiranno le somme non è andata tanto male Coppa Italia ed in Champions quarti de finale.
Mo stamo tutti co la recchia appizzata, speranno che il Capitano vinca ‘sta scarpa dorata.
Per fortuna c’è anche chi ricambia l’ amore che i tifosi e ‘sta città je danno, e lo fa semplicemente firmanno. Lui è Philippe Mexes, l’angelo biondo, ormai uno dei più romani del Mondo.
Il 2007 c’ ha ‘nantra cosa de importante, il 7 Giugno, l’ 80 anni de ‘sta Roma Grande.
Qualcheduno dirà:”In 80 anni solo 3 scudetti e quarche coppa? Chi continua a tifarla è un pazzo…”
“Si, forse hai ragione, ma vedi amico mio… …NOI SEMO NOI E VOI NON SETE UN CAZZO!!!
ER TRESPOLO
Davanti alla tv sé sistemato sul trespolo er laziale appollaiato Stasera l osteria hai messo da parte e cor compare tuo nun giochi manco a carte A parte che so trenta dentro al mazzo nun trovi piu le coppe stai diventando pazzo Stasera nun te schiodi manco se scende n ufo te stai a guarda la roma da spettatore gufo Ce voi porta sfortuna nun cambi piu er canale ma tu sei lo jellato che sei nato laziale Mo ammira questa roma e ascolta questi cori e spera che perdemo cosi ricicci fori Ma pure se scajamo nun ce ne frega un c…o sei tu che devi piagne perche sei della lazio
Il 30 gennaio del 1972, a Derry, cittadina dell'Irlanda del Nord, l'esercito britannico fece fuoco sui partecipanti ad una marcia per i diritti civili, uccidendone tredici. L'evento fu subito battezzato "Bloody Sunday". A partire da quel giorno, il conflitto già in atto fra cristiani e protestanti si trasformò in una vera e propria guerra civile e sull'onda di questa tragedia molti giovani confluirono nelle file dell'IRA, dando vita così, ad un periodo tragico durato circa venticinque anni. 13 dimostranti, molti dei quali giovanissimi, restarono uccisi nella sparatoria. Numerosi furono anche i feriti, uno dei quali morì tempo dopo a causa delle ferite riportateIl Una commissione d'inchiesta governativa, affidata a Lord Widgery, fu apprestata per valutare i fatti del Bloody Sunday, ma non comminò condanne ad alcuno, accogliendo la tesi della difesa dei militari secondo la quale questi avrebbero risposto al fuoco, non avrebbero quindi attaccato per primi; in pratica, dell'accaduto, che quasi unanimemente è definito strage non furono rintracciate responsabilità penali. Sembra invece sempre più certo che nessuno dei dimostranti fosse armato.
Questo è il monumento a memoria dei caduti nel Bogside di Derry.
Anche il noto gruppo musicale degli U2 ha dedicato ai fatti la celebre canzone Sunday bloody sunday, mentre nel 2002 il regista Paul Greengrass ne ha fatto un film,vincitore dell'orso d'oro alla mostra di berlino.
Scontro epico
BIRRA CONTRO GNOCCA Vediamo i risultati di questo scontro epico:
- Una birra è sempre bagnata. La gnocca va incoraggiata. 1 Punto alla birra. - Una birra fa schifo servita calda. 1 Punto alla gnocca. - Una birra ghiacciata ti soddisfa. 1 Punto alla birra. - Se ti ritrovi un pelo nei denti bevendo birra, potresti aver voglia di vomitare. 1 Punto alla gnocca. - Se torni a casa puzzando di birra, tua moglie ti rimprovera. Se torni a casa puzzando di gnocca, tua moglie potrebbe lasciarti. * Punteggio pari (dipende dai punti di vista! :-) - Dieci birre in una notte e non puoi più guidare. Dieci gnocche in una notte e non c'è più bisogno di guidare. 1 Punto alla gnocca. - Se ti fai una birra in un locale affollato è normale. Se ti fai una gnocca in un locale affollato, diventi un mito. 1 Punto alla gnocca. - Se un poliziotto ti sente addosso puzza di birra, potrebbe arrestarti. Se un poliziotto ti sente addosso puzza di gnocca, potrebbe offrirti una birra. 1 Punto alla gnocca. - La birra, più è stagionata, meglio è. 1 Punto alla birra. - Se ti fai una birra con un preservativo indossato, non senti la differenza di gusto. 1 Punto alla birra. - Tanta birra può farti vedere gli ufo. Tanta gnocca può farti vedere Dio. 1 Punto alla gnocca. - Se ti chiedi sempre come sarà la prossima gnocca sei normale. Se ti chiedi sempre come sarà la prossima birra, sei alcolizzato. 1 Punto alla gnocca. - Strappare l'etichetta da una bottiglia di birra è divertente. Strappare le mutandine a una gnocca è MOLTO più divertente. 1 Punto alla gnocca. - Lo stato tassa la birra. 1 Punto alla gnocca. - Se ti fai un'altra birra, la prima non s'incazza. 1 Punto alla birra. - Sei sempre sicuro di essere il primo ad "aprire" una birra. 1 Punto alla birra. - Se fai agitare una birra, dopo un po' si calma da sola. 1 Punto alla birra. - Bionda , rossa, bruna o nera, in qualsiasi momento puoi scegliere la birra che vuoi. 1 Punto alla birra. - Di una birra, si sa esattamente al centesimo quanto verrà a costare. 1 Punto alla birra. - La birra non ha una madre. 1 Punto alla birra.
PUNTEGGIO FINALE: BIRRA BATTE GNOCCA. Se sei una donna ed in questo momento ti stai incazzando, sappi che una birra non avrebbe rotto i coglioni se avesse perso questo scontro, quindi: un altro punto alla birra !!!
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